Diamoci del lei, antidoto all’ arroganza
Repubblica — 11 marzo 2004 pagina 14 sezione: COMMENTI
Caro Augias, a proposito di “tu” e “lei” mi è tornato alla mente un vecchio episodio, di vita romana. Anni ‘ 60, ristorante “da Otello” in via della Croce. Dopo cena, si organizzavano tenaci tornei di scopone. Otello aveva come “partner” Mario Monicelli al quale dava del “lei” chiamandolo Maestro. Il Maestro però, straordinario regista, non era altrettanto bravo nello scopone. Così alla fine di ogni mano Otello gli rimproverava le mosse sbagliate. «Maestro! al terzo giro ha calato il sette! Non ha visto che chiedevo il cavallo?» e così via. La cosa andò avanti a lungo. Una sera, alla fine dell’ ennesima mano con l’ ennesimo errore di Monicelli, Otello si sforzò d’ assumere un atteggiamento pacato e disse: «Maestro, dopo tanto tempo, ci possiamo dare del tu?» . «Ma ci mancherebbe!» , rispose Monicelli.Otello con molta calma si alzò in piedi e con quanto fiato aveva in gola, urlò «Ma vaffan…..» . Da quel giorno i frequentatori di Otello, per esprimere un dissenso profondo non mandano l’ interlocutore «a quel paese», ma educatamente chiedono «ci possiamo dare del tu?». Oreste Flamminii Minuto
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incuriosito dal suggerimento di Marco ho seguito il link: un quadro di vita dell’epoca ne è stato il premio!